La melodia nascosta nelle natiche di un dipinto di Bosch

Nel Museo del Prado, a Madrid, è esposto il trittico “Il giardino delle delizie terrestri”, dipinto da Hieronymus Bosch  tra la fine del ’400 e i primi anni del ’500. Il dipinto raffigura un insieme confuso di figure, fanciulle danzanti, animali fantastici, ma anche di atroci vittime torturate, confinate nel più scuro dei pannelli laterali, destinato ai tormenti della dannazione.

partitura nascosta Proprio una di queste figure ha attirato l’attenzione degli studiosi: sul suo corpo, proprio sulle natiche, è raffigurato uno spartito.

Amelia, blogger americana, per prima ha trascritto il testo, “supponendo – dice – che la seconda linea del pentagramma fosse Do, come accade comunemente nei canti dell’epoca”. Il risultato, interpretato con l’aiuto di un pianoforte, è stato pubblicato sulla sua pagina Tumblr, riscuotendo un grande successo e guadagnandosi l’ attenzione del Guardian.

 

Lo scopo era quello di mettere in evidenza che ci sono effettivamente degli errori nella trascrizione delle note sul dipinto. In collaborazione con il dipartimento di musica del mio college stiamo cercando di ottenere una trascrizione più accurata

È l’opera più ambiziosa di Bosch, poiché egli in nessun altro lavoro ha raggiunto un tale livello di complessità, sia per i significati simbolici che per l’immaginazione espositiva.

L’opera è nota anche come “Il Millennio”, ed è a dir poco inquietante. Le scene del trittico vanno analizzate in ordine cronologico da sinistra verso destra. Il pannello di sinistra rappresenta Dio, perno dell’incontro fra Adamo ed Eva; quello centrale è una vasta veduta fantastica di figure nude, animali e paesaggi; quello di destra è invece una visione dell’Inferno e rappresenta i tormenti e la dannazione.

melodia nascosta

Come si vede, la melodia è riportata a metà nel grande libro, coperto da uno strumento a corde, e a metà sul lato b della figura anch’essa travolta dallo strumento, come se fosse sotto tortura.

Attraverso la trascrizione e l’interpretazione ad opera della blogger americana, è stato possibile scoprire, 500 anni dopo, un bizzarro dettaglio di una delle opere più importanti esposte nel museo del Prado.

Per cinque secoli questa melodia era rimasta occulta nel fantastico Giardino del Bosco e adesso, possiamo ascoltarla:

 

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