Oceani: l’idea geniale di un ragazzo per ripulirli dalla plastica

La plastica  è una materia talmente resistente che dura per anni: non è biodegradabile, cioè non si decompone in modo naturale. Ogni anno circa 7 milioni di Kg di plastica in più rispetto all’anno precedente galleggiano nelle acque dei mari.  Sarebbe come prendere mille Tour Eiffel e buttarle in mare, mettendo in pericolo la vita di pesci e mammiferi.

Negli ultimi anni si è, infatti, calcolato che a causa di questo tipo d’inquinamento siano morti più di un milione di uccelli marini e centinaia di migliaia di mammiferi. La sopravvivenza di molte specie è a rischio, come ad esempio le foche monache hawaiane o le tartarughe marine. Inoltre si contano moltissimi danni economici: ogni anno le aziende che operano nei settori della pesca, navigazione e turismo perdono miliardi di dollari per colpa dell’inquinamento. Per non parlare dei danni per la salute: si tratta, infatti,di materiali cancerogeni che vengono ingeriti dai pesci e che poi l’uomo, a sua volta, introduce nel suo organismo.

Una soluzione alla salvaguardia non solo dei nostri mari ma del pianeta in generale, sarebbe quella di smettere di produrre plastica e riciclare quella esistente al mondo. Per cui sarebbe utile spazzare un po’ i mari dalla plastica in eccesso e riutilizzarla! No, non è una battuta, è quello che ha pensato di fare un ventenne olandese di nome Boyan Slat con il suo “The Ocean Clean Up“.

Fin dall’età di 17 anni Boyan voleva costruire un’enorme macchina in grado di pulire gli oceani dalla plastica: una soluzione per salvare il pianeta, abbattendo costi e salvaguardando la natura. Diede allora inizio alla sua campagna di crowdfunding che ebbe un grande successo, permettendogli di arrivare a due milioni di dollari!  Un budget che gli ha permesso di sviluppare meglio il progetto e di allestire un team di esperti, molti dei quali giovani come lui, per metterlo in pratica.

Oggi, The Ocean Clean Up è un’azienda reale che sviluppa tecnologie per estrarre, prevenire, e combattere l’inquinamento di plastica. L’obiettivo del Clean up Ocean è quello di alimentare la lotta del mondo contro l’inquinamento di plastica oceanica avviando la più grande pulizia nella storia.

Come funziona? Tutto si basa su un sistema di barriere galleggianti ancorate ai fondali. Si sfruttano le correnti marine, filtrando i rifiuti per poi raccoglierli in una piattaforma. Un grande contenitore che sarà in grado di stivare una quantità di plastica mai catturata prima. Si parla addirittura della metà del Great Pacific Garbage Patch.

Le barriere occuperanno circa un chilometro e mezzo, senza danneggiare la fauna e la flora degli oceani. La maggior parte della plastica galleggia entro i tre metri di profondità, poco sotto la superficie dell’acqua. Quindi, mentre gli organismi viventi potranno nuotare appena sotto le barriere, la plastica verrà intercettata. Le prime barriere saranno inaugurate nelle acque del Giappone. Ma l’obiettivo finale è quello di coprire un’area di oltre cento chilometri entro il 2021. In questo modo si potrebbe pulire la maggior parte dell’Oceano Pacifico.

Così un ragazzo olandese di poco più di 20 anni porta avanti la più grande pulizia della storia del pianeta. Anche se la campagna di Crowfounding è terminata, il progetto accoglie ancora finanziamenti e donazioni da parte di tutti. Se anche voi volete contribuire a rendere i mari più puliti, visitate la pagina delle DONAZIONI.

boyan slat

 

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